Il Pozzo del Leoncino in Piazza della Sala a Pistoia, con il leone in pietra sull'architrave
Pozzo del Leoncino, Piazza della Sala — foto: Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Se doveste scegliere un solo luogo per sentire il polso quotidiano di Pistoia, vi porteremmo in Piazza della Sala. Non è la piazza delle cartoline, quella è Piazza del Duomo, ma è la piazza dove la città fa la spesa, si incontra e chiacchiera da secoli. Da Villino Giulia, a pochi passi dal centro storico, ci si arriva con una passeggiata tra i vicoli. E da qui, idealmente, si può continuare il viaggio verso le colline del Montalbano e di Carmignano, dove nascono i vini rossi che accompagnano la cucina pistoiese.

Piazza della Sala, la piazza dei Longobardi

Il nome della piazza racconta la sua origine. In epoca longobarda qui sorgeva la curtis domini regis, il centro amministrativo del potere regio, con il palazzo del gastaldo, il funzionario che rappresentava il re: in lingua longobarda quel palazzo si chiamava appunto "sala". Con il tempo la piazza ha cambiato vocazione ed è diventata il luogo del mercato alimentare quotidiano, circondata su tutti i lati da piccole botteghe. Una curiosità che ci piace raccontare agli ospiti: per lungo tempo i posti di vendita venivano assegnati ogni anno tramite sorteggio, nel mese di aprile.

Ancora oggi la piazza è dedicata soprattutto alla vendita di frutta e verdura, e passeggiare tra i banchi è il modo migliore per capire cosa offre la stagione. Accanto si apre la Piazzetta dell'Ortaggio, un tempo chiamata Piazzetta del Pesce per il mercato del pesce fresco che vi si teneva; oggi ospita "Giro del Sole", un'opera in bronzo del 1994 dell'artista pistoiese Roberto Barni, con tre giovani bendati che reggono una lucerna e camminano in direzioni diverse.

Il Pozzo del Leoncino

Al centro della piazza c'è il suo simbolo, il Pozzo del Leoncino. Il pozzo in marmo, con colonne ioniche, risale alla metà del Quattrocento: le fonti lo datano tra il 1451 e il 1453, quando l'Opera di San Jacopo, che gestiva il mercato, lo fece realizzare. In quegli anni la macellazione all'aperto era stata vietata e il pozzo serviva anche alle attività dei macelli costruiti nelle vicinanze. Nel 1529 sopra l'architrave fu collocato un piccolo leone in pietra con la zampa appoggiata allo stemma a scacchi della città, a ricordo del dominio di Firenze su Pistoia: da allora tutti lo chiamano "del Leoncino".

Fermatevi a guardare la trabeazione: tra le decorazioni scolpite si riconoscono diversi stemmi, compreso quello a scacchi di Pistoia. È un dettaglio che i bambini adorano cercare, e un buon pretesto per raccontare loro la storia della città. Per un itinerario completo a piedi, leggete la nostra guida su cosa vedere a Pistoia e la pagina sul centro storico.

Da sapere: il mercato ha un ritmo legato alle stagioni e ai giorni della settimana. Prima di organizzare la visita, verificate giorni e orari aggiornati presso l'ufficio turistico di Pistoia o sui canali del Comune.

I vini del Montalbano

A sud di Pistoia si alza il Montalbano, una dorsale collinare a cavallo tra le province di Pistoia, Firenze e Prato, coperta di vigneti e oliveti. Qui si produce il Chianti Montalbano, una delle sottozone del Chianti, riconosciuta già da un decreto del 1932. La zona di produzione comprende i comuni di Serravalle Pistoiese, Monsummano Terme, Larciano, Lamporecchio, Quarrata, Carmignano, Poggio a Caiano, Capraia e Limite, Vinci e Cerreto Guidi. Il vitigno principale è il Sangiovese, e il vino si presenta di un rosso rubino vivace che tende al granato con l'invecchiamento, armonico e leggermente tannico.

Il Montalbano è anche terra di Leonardo: Vinci è proprio su queste colline, e una gita nei luoghi del genio si sposa bene con una sosta tra le vigne. Ne parliamo nell'articolo dedicato a Vinci e Anchiano.

Carmignano, un vino con trecento anni di regole

Sul versante del Montalbano che guarda verso Prato si trova Carmignano, che dà il nome a uno dei vini più antichi e documentati della Toscana. Il Carmignano DOCG si produce nei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano, in provincia di Prato. La sua storia è lunga: già nel 1396 un notaio annotava l'acquisto di vino di "Charmignano" pagato molto più degli altri vini toscani. Nel 1716 il granduca Cosimo III de' Medici, con un celebre bando, definì i confini delle zone di produzione di Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno di Sopra: uno dei primi esempi al mondo di tutela geografica di un vino.

La particolarità del Carmignano è l'uso, accanto al Sangiovese, di una quota di Cabernet, vitigno che secondo la tradizione i Medici avevano portato dalla Francia. Il disciplinare prevede almeno il 50% di Sangiovese e una parte di Cabernet Franc o Cabernet Sauvignon, oltre al Canaiolo nero. Dalla stessa zona arriva anche il Barco Reale di Carmignano, un rosso più giovane e immediato.

Dal mercato alla tavola

Il nostro consiglio è di unire le due cose: una mattina tra i banchi di Piazza della Sala, magari scegliendo un po' di frutta di stagione, e un pomeriggio dedicato alle colline. Molte cantine del Montalbano e di Carmignano accolgono visitatori, ma modalità e orari cambiano: verificate sempre in anticipo sui siti dei produttori o dei consorzi. E se volete sapere quali piatti abbinare a questi vini, leggete la nostra guida alla cucina pistoiese.

Il mercato sotto casa

Da Villino Giulia, a pochi passi dal centro storico, Piazza della Sala si raggiunge con una breve passeggiata. Una base comoda per scoprire Pistoia a piedi.