Chi ama l'arte medievale a Pistoia trova qualcosa di unico: in poche centinaia di metri si concentrano alcuni dei pulpiti più importanti della Toscana. Non a caso la città viene chiamata la città dei pulpiti, e la diocesi propone proprio un percorso con questo nome. Visitarli uno dopo l'altro è come sfogliare un libro di storia dell'arte: si parte dalla compostezza del romanico e si arriva al dramma e al movimento del gotico. Da Villino Giulia, a pochi passi dal centro storico, è una mattinata perfetta da fare a piedi, magari dopo colazione.
Un po' di contesto aiuta: nel Medioevo il pulpito era il luogo da cui si leggevano le Scritture e si predicava, e le sue lastre scolpite servivano a rendere visibile la Parola anche a chi non sapeva leggere. Anche la Cattedrale aveva il suo pulpito, opera di un maestro di nome Guglielmo alla fine del XII secolo, ma oggi ne restano solo alcune lastre. I tre che vi proponiamo invece si possono ancora ammirare nelle loro chiese.
San Bartolomeo in Pantano: Guido da Como
Cominciamo dal più antico. La chiesa di San Bartolomeo in Pantano deve il suo nome curioso al terreno paludoso su cui sorse: l'abbazia fu fondata nell'VIII secolo da Gaidoaldo, medico di corte longobardo, e l'edificio che vediamo oggi è romanico, con una facciata scandita da cinque arcate su colonnine e un architrave scolpito da Gruamonte nel 1167.
All'interno si trova il pulpito di Guido da Como, realizzato tra il 1239 e il 1250. Ha avuto una storia movimentata: alla fine del Cinquecento venne smontato e le sue sculture furono riutilizzate per una cantoria d'organo; solo in tempi recenti è stato in parte ricomposto. Le lastre raccontano l'infanzia di Cristo e la Resurrezione con figure eleganti, ordinate, quasi geometriche. È il punto di partenza ideale per capire quanto cambierà la scultura nei decenni successivi.
San Giovanni Fuorcivitas: fra Guglielmo da Pisa
La seconda tappa è San Giovanni Fuorcivitas, il cui nome significa fuori dalla città: in origine sorgeva infatti al di là della prima cerchia di mura. Riconoscerla è facile, perché il suo lungo fianco nord, che fa da facciata, è rivestito a fasce bianche e verdi di marmo e serpentino di Prato, in pieno stile romanico pisano. Sopra il portale principale c'è un altro architrave di Gruamonte, firmato nel 1166, con l'Ultima Cena: Giuda è separato dagli altri apostoli, un dettaglio che i bambini notano subito.
Dentro, il pulpito di fra Guglielmo da Pisa, del 1270, mostra l'influenza del suo maestro Nicola Pisano e della scultura classica, con rilievi in marmo arricchiti da tessere di vetro colorato. Non è l'unico tesoro: nella stessa chiesa si trovano la Visitazione in terracotta invetriata bianca di Luca della Robbia, datata 1445, un polittico di Taddeo Gaddi e un'acquasantiera sorretta da tre figure femminili che rappresentano le virtù teologali, la cui attribuzione divide ancora gli studiosi tra Giovanni Pisano e la bottega del padre Nicola.
Sant'Andrea: il capolavoro di Giovanni Pisano
Si chiude con il pezzo forte. Nella pieve di Sant'Andrea, una chiesa stretta e raccolta, si trova il pulpito che Giovanni Pisano scolpì tra il 1298 e il 1301. Ha pianta esagonale e poggia su sette colonne di porfido: due sono sostenute da leoni e una da un telamone ricurvo, mentre quella centrale si appoggia su un leone alato, un'aquila e un grifone. Un'iscrizione ricorda il committente, il canonico Arnoldo, e contiene anche un orgoglioso elogio dello scultore, che dichiara di non aver fatto opera vana.
Le cinque lastre raccontano la vita di Cristo: la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Strage degli Innocenti, la Crocifissione e il Giudizio Universale, con sibille e profeti negli angoli. La Strage degli Innocenti è la scena più potente: corpi, gesti e volti si accavallano con una forza drammatica che sembra uscire dal marmo. Confrontata con il pulpito di San Bartolomeo, mostra in modo evidente quanto la scultura toscana sia cambiata in appena mezzo secolo. Portate con voi un piccolo binocolo o usate lo zoom del telefono: i dettagli sono tantissimi.
Come organizzare il percorso
Le tre chiese sono tutte nel centro storico e si raggiungono comodamente a piedi; potete visitarle in ordine cronologico, come vi abbiamo suggerito, oppure inserirle in una passeggiata più ampia che comprenda Piazza del Duomo e l'Ospedale del Ceppo, come raccontiamo nella guida su cosa vedere a Pistoia a piedi. Se volete approfondire il periodo storico in cui sono nati questi capolavori, leggete anche la nostra breve storia di Pistoia. Altre idee per esplorare il quartiere le trovate nella pagina sul centro storico, e poi si torna a Villino Giulia per riposarsi prima di cena.
Arte medievale a pochi passi
Da Villino Giulia, dimora storica del 1910, le chiese del centro si raggiungono a piedi. Scegliete la camera adatta a voi e dedicate una mattina ai pulpiti di Pistoia.